Sardegna. Da Renzo, un angolo del Paradiso a due passi da Oristano

Ho scoperto il Paradiso.
Durante il mio recente viaggio in Sardegna, alla scoperta della storia della cantina Pala e le meraviglie gastronomiche della parte sud-ovest dell’isola, ho avuto fortuna di conoscere un luogo magico, un luogo incantato, che mi ha fatto innamorare a prima vista.

Si chiama Da Renzo, famoso soprattutto come ristorante, ma da un po’ di anni anche come una locanda con una decina di camere attorno alla piscina. 

Camere spaziose, dal tipico design sardo, con ampie vetrate che danno sulla piscina e sul giardino intorno, un rifugio perfetto dal frenetico mondo esterno.

Tranquillità, gentilezza, comfort, cura del cliente, queste sono parole chiavi della Locanda Da Renzo. Lui, Renzo Corona, è un personaggio molto noto in zona: chef, comunicatore, imprenditore che ha creato un angolo del Paradiso ambito da tutti.

Fuori dal ristorante ci sono degli enormi girarrosto per i maialini (che si preparano solo sulla prenotazione), le verande ariose con i divanetti bianchi qua e là, una pergola con un bar bianco e blu che fa pensare alle isole e alla calura estiva (ah, già, eravamo su un’isola!), e tanto tanto silenzio.

Il ristorante merita una menzione a parte. Sale enormi, perfette per le feste come matrimoni, battesimi e altre cerimonie, sono luminose e spaziose. Da una parte c’è una grande brace dove si cucina il pesce, che emana i profumi decisamente invitanti.

La cucina, ovviamente, è di pesce (siamo a pochi chilometri da Oristano) e di specialità locali, quindi tonno, aragoste, cefali, anguille, ma anche le paste tipiche come spaghetti con la bottarga, fregola e lorighittas.

Carpaccio di tonno con qualche cappero e chicchi di melograno non ha bisogno di condimenti, è perfetto così.

Fregula sarda con i crostacei (scampi, mazzancolle, granchi ed aragoste), da leccare il piatto.

Lorighittas, la pasta fatta a mano, con pesto e rana pescatrice, straordinaria.

Aragosta quasi alla catalana, ma invece di pomodori e cipolle, ho trovato un tripudio di frutta: ciliegie, pesche noci, arance e pompelmi. Incredibile. Aragoste sarde non si battono.

Anguille alla brace. Mai mangiato le anguille fuori dal periodo natalizio, almeno da noi non si trovano. Qui invece, mi hanno spiegato, ci sono parecchi stagni, e allora le anguille, piccoline, si mangiano tutto l’anno. Tenerissime e saporite.

La carta di vini del ristorante è incentrata completamente sulle cantine sarde, comprese le bollicine. Naturalmente, non manca qualche Metodo Classico tradizionale, ma niente “prosecchini” o “vinelli” cnvenzionali.

Insomma, mi sono trovata presa per la gola, innamorata persa. Tornerò presto e consiglio di farlo anche a voi.

Da Renzo
SS 131 Km. 99 Località “Sa Turritta” Siamaggiore (OR) 
Tel. +39.0783.33658