Roma. Fortunato al Pantheon, 40 anni e non sentirli!

Da oltre quarant’anni a pochi passi dal Pantheon il ristorante Da Fortunato custodisce dentro le  sue mura una lunga tradizione familiare di ospitalità, passione per il cibo e professionalità.

Dopo essersi trasferito a Roma da Terracino negli anni 50, dopo molte esperienze nel campo della ristorazione, nel gennaio del 1975 Fortunato Baldassarri ha aperto finalmente il suo ristorante a posto di un’antica osteria romana. Così dà vita ad un omonimo ristorante, puntando da subito sulla grande qualità dei prodotti e su un servizio attento alla clientela. Questa scelta lungimirante è stata premiata negli anni con l’assidua frequentazione del locale da parte gli attori, i politici e i personaggi del jet set internazionale.

Oggi il locale è gestito con la stessa passione da Jason, il figlio di Fortunato, cresciuto insieme all’attività di famiglia. Il ristorante, oltre le sale interne, vanta un déhor con vista su Pantheon. Nel menu non mancano i grandi classici della tradizione italiana e romana in particolare.

Ma ecco le novità: anche i ristoranti storici si rinnovano. Così anche Fortunato ha deciso di aggiungere un po’ di novità al suo inconfondibile stile. Una piccola saletta del locale adesso ospita la Pescheria a vista, che permette agli ospiti di osservare gli chef al lavoro con le preparazioni espresse di pesce fresco, portato ogni giorno dal Tirreno, in particolare da Anzio, da Civitavecchia e dalla Sardegna.

La saletta, molto carina ed accogliente, può essere prenotata per gli eventi riservati. Il menu è affiancato da una carta di vini di circa 450 etichette, e qui arriviamo alla mia parte preferita.

L’Enoteca/Wine bar si trova dal lato opposto del locale rispetto alla Pescheria, e ha un qualcosa che reputo indispensabile per chi ha molti vini in carta, specie pregiati e costosi. Si tratta di Enomatic, il sistema innovativo  che consente di mantenere  intatte le caratteristiche del vino per oltre 3 settimane dall’apertura della bottiglia. Ce ne sono ben 10, per un totale 80 bottiglie. A Roma e in molte altre città italiane è ancora una rarità, anche se il mondo intero utilizza questo sistema da anni.

Capisco che gli italiani sono tradizionalisti e preferiscono farsi aprire le bottiglie da un enotecaro e chiacchierare al bancone, ma l’utilizzo di Enomatic non preclude la presenza di sommelier, se si vuole parlare di un vino in particolare o di farsi consigliare qualcosa di speciale. 

Comunque si può venire solo all’enoteca, senza passare per il ristorante, per degustare i vini e magari abbinarli ad un tagliere di formaggi e salumi, per passare un piacevole pomeriggio o una cena semplice ed essenziale.

Fortunato al Pantheon
via del Pantheon 55, Roma
Tel. 06 6792788

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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