Vino. Insolito Verdicchio della Tenuta San Marcello

Prese con le pinze, le amicizie virtuali possono rivelarsi davvero belle e interessanti. Il giorno del mio compleanno mi sono arrivati centinaia e centinaia di messaggi di auguri su tutti i social e chat, senza contare le mail, i messaggi e le telefonate. Uno dei messaggi su LinkedIn, un social forse meno usato, ma decisamente più serio e professionale, era un augurio che si è evoluto in una piacevole chiacchierata sui locali di Roma, e infine un invito a visitare un’enoteca in occasione di una degustazione particolare. 

Quando si tratta di una piccola cantina artigianale, c’è poco da pensare: chiamo una mia amica appassionata di piccole realtà peggio di me, e andiamo subito a scoprire e assaggiare la novità.

L’enoteca in questione si trova al Pigneto e si chiama Il Tiaso che nella mitologia greca era il corteo con canti, processioni e danze generalmente sfrenate al seguito di Dioniso. E’ un piccolo locale che si definisce enolibreria, perché uno dei titolari, Andrea, nell’altra vita era un libraio, e ha unito la sua passione per i libri a quella per il vino. L’ambiente, con le luci soffuse, le mensole con i libri, alcune stampe e un pianoforte, mi ricorda le vecchie case della borghesia o degli intellettuali a Mosca, così famigliari, così vissute. L’atmosfera è talmente calda, informale e rilassante, che si ha voglia di passarci ore e ore, a leggere un libro, sorseggiando un calice di vino, magari accompagnato da un tagliere di formaggi e salumi.

La cantina in degustazione quella sera era marchigiana, e si chiamava Tenuta San Marcello. Il proprietario, Massimo, è un’altra persona che ha cambiato completamente vita, appassionandosi al vino. Lasciato la casa a Milano e il lavoro di ingegnere, lui e la moglie hanno comprato un vecchio casale, hanno impiantato le vigne, e hanno abbracciato la vita in campagna, occupandosi dell’ospitalità prima, e in seguito, producendo i vini.

La prima vendemmia risale al 2011. I vitigni sono due: il Verdicchio e la Lacrima, ma la produzione principale è quella di Verdicchio del Castelli di Jesi.

Abbiamo assaggiato Buca della Marcona, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC. Giallo paglierino brillante, al naso è floreale e minerale nello stesso tempo. Piacevole beva, liscio e segoso al palato.

Cirpiani, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC Superiore. Color ambrato, il naso più ricco, fruttato e minerale. In bocca è più strutturato, con i sentori di frutta secca.

Buca della Marcona in versione Magnum, 2015. Lo stesso Verdicchio di prima, ma da una struttura diversa, più ricco al naso, più ampio al palato, un Verdicchio che si rivela pian-piano.

Ma poi sono arrivate le bottiglie più interessanti. L’Indisciplinato è un Verdicchio IGT Marche bianco, affinato nelle anfore, in due versioni. Uno con 20% di anfora e l’altro 100% anfora.

Da qualche anno Massimo si è appassionato ai metodi più naturali possibili nella produzione di vino, e cosa c’è di meglio di un’antica anfora georgiana? Dopo un viaggio decisamente istruttivo in Georgia, ecco che lui si fa arrivare le anfore costruite su misura, nelle Marche, e inizia la sperimentazione.

E sapete una cosa? Mi ha convinto, con l’anfora al 100%. Anche se sembrerà ridicolo, vorrei dire che in questo vino c’è qualcosa di primordiale, ma domato; i profumi e i sapori portano lontano dalle solite direzioni, ma non sono”ignoranti” né pesanti. Una bella sperimentazione che non è ancora finita, anzi, ci aspetta una lunga evoluzione, ed io sono intenzionata a seguirla.

Tenuta San Marcello
Via Melano 30, San Marcello (Ancona)
Tel. 338 4533075

Seguimi anche su

About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *