Okasan. Una vera trattoria giapponese a Roma

C’era una volta… C’era una volta che io e la mia dolce metà andavamo molto spesso mangiare giapponese. Poi le cose sono cambiate, avevamo molti altri ristoranti da provare, molte cucine da assaggiare, e pian pianino il giapponese è passato il secondo, o addirittura in terzo piano. Nel frattempo avevamo assaggiato il sushi nippo-brasiliano che in realtà non mi fa impazzire, il sushi dai sapori hawaiani, roba creativa che posso mangiare una volta sola… Alla fine, dopo svariati anni di “digiuno”, abbiamo deciso di riprovarci. 

Ricordavo di aver sentito nominare una trattoria giapponese a Prati, Okasan, e visto che la sua cucina si dichiarava “come a casa di una mamma giapponese”, abbiamo pensato :”Perché no?”

E’ un locale dai toni caldi, con una parte dei tavoli normali, e altri più tradizionali, con delle panche intorno. Sobrio come tutti i locali giapponesi, ed elegante nonostante fosse una trattoria. Il menu che portano a tavolo, è un tablet con le foto e le descrizioni dettagliate di ogni piatto, molto apprezzato in quanto esaustivo e comodo. Una volta scelti i piatti, arriva il cameriere, fa una veloce verifica dell’ordine e lo manda in cucina. La carta di vini, sullo stesso tablet, è piccola, ma ben selezionata. Ci sono due bollicine, una selezione di sakè e di birre. Il servizio è rapido e molto gentile.

Avevamo fame, e abbiamo ordinato un sacco di cose, tutte buonissime. L’unica “fregatura” della cucina giapponese è che molto leggera, non siamo abituati a saziarci con piatti light (che ci sono pochissimi grassi, lo sanno tutti, vero?)

Dunque, abbiamo iniziato con un assaggio di Gyoza, ravioli di carne buonissimi

Spicy Ramen, una zuppa con i noodles, una fetta di rotolino di maiale, un uovo, i cipollotti verdi. Squisita.

Ebi Kakiage, ovvero, tempura di gamberi e di verdure tagliate a julienne. Croccantissima, asciutta, sfiziosa.

Maguro Katsu Special, polpette fritte di tonno. Una goduria.

Okasan Special mix, una bellissima selezione di sushi, sashimi, nigiri, salmone scottato, gamberi rossi crudi, servita con un rametto di orchidea. Ecco, per fortuna nella cucina giapponese non vale la regola di “solo cose udibili nel piatto”. A volte ci vuole anche un po’ di bellezza.

Non contenti, abbiamo ordinato anche due piatti tradizionali:

Katsudon, pezzetti di maiale fritto con l’uovo sul riso

Oyakodon, pezzetti di pollo fritti con l’uovo e cipollotti sulla base di riso.

E come non ordinare dorayaki, una classicissimo dolce giapponese fatto di due pancake con un ripieno di marmellata di fagioli? Tempo fa avevamo visto un film giapponese, Le ricette della signora Toku, che parlava di una signora di una certa eta, che si era fatta assumere con grande difficoltà in un kiosketto che faceva solo dorayaki. Lei, la signora, è riuscita a convincere il titolare grazie alla bontà del suo dolce. CI eravamo commossi, è un film bellissimo, e da allora avevamo voglia di provare questo dolce.

A proposito, sempre a Prati, c’è Hiromi Cake, la prima pasticceria giapponese in città sempre della stessa proprietà di Okasan e di Otosan, un altro ristorante in via Nemorense. Mi sa che ci devo andare, troppo curiosa!

I prezzi?.. Beh, la cucina giapponese fatta come si deve, non è mai economica. La cena, accompagnata da una bottiglia di Franciacorta, ci è venuta a costare, con un piccolo sconto, 130 €. Ma sono soldi spesi veramente bene.

Okasan
via Ostia 22, Roma
Tel. 06 39724419

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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