Alicante, cosa si riesce a fare in 48 ore

Alicante è una città non molto grande e non troppo piccola sulla Costa Blanca, in provincia di Valencia, al sud della Spagna. Non ci sarei mai arrivata se non fosse per una mia cara amica ancora dai tempi della scuola. L’amicizia lunga quasi 40 anni non si perde nel nulla. Una decina di anni fa lei si è trasferita in Spagna, ad Alicante, con tutta la sua famiglia, ed io finalmente sono andata a trovarla per un weekend.

Il mio non era esattamente un giro turistico, ma una rimpatriata tra le amiche che non si vedevano da tanto tempo. Eppure siamo andate in giro, perché unire l’utile al dilettevole è la cosa più bella, e noi, donne, siamo bravissime a fare più cose in contemporanea. 

La mattina del primo giorno siamo andate al mercato centrale di Alicante, a curiosare tra i banchi di pesce e di carne, e fare qualche spesuccia: un pezzo di formaggio, un torrone, la bottarga di baccalà.

E’ uno spazio costruito tra il vecchio e il nuovo: le mura antiche e le volte moderne ospitano 2 piani di golosità. Mi sono rifatta gli occhi tante di quelle volte che la fame ha iniziato farsi sentire forte. 

Così, una volta uscite dal mercato con la spesa, siamo andate a fare colazione. Dovete sapere che ad Alicante la colazione si fa non con un cornetto o una brioche, ma con il tostato, ovvero, del pane tostato e condito con olio, pomodoro o prosciutto. Insomma, un’ottima colazione salata e un bel caffè o cappuccino. Mi piace!

Nel frattempo si stava avvicinando l’ora di pranzo, e ho chiesto alla mia amica di portarmi in un ristorante di pesce tipico. Niente cibi raffinati o creativi, ma solo pesce fresco, cucinato secondo le tradizioni locali. Il ristorante scelto, Rincon del Varadero, si trovava nel porto commerciale, laddove i turisti non arrivano.

Per arrivarci, abbiamo fatto una piacevole passeggiata sul lungomare, pieno di palme e “calçada portuguesa” per terra. A differenza di Lisbona, dove la pavimentazione è in bianco e nero, ad Alicante si aggiunge il terzo colore, il rosso, così le onde dell’effetto ottico risultano ancora più belle.

Del ristorante vi parlerò a parte perché merita, ma posso dire che abbiamo mangiato così bene e così tanto, che avevamo necessità di un’altra passeggiata. Così ci siamo dirette alla fortezza di Santa Barbara che domina la costa e la città. Dalla fortezza si apre un panorama a 360°, uno spettacolo, specie quando la giornata è limpida e soleggiata.

Dopo il giro della fortezza siamo andate a fare un po’ di spesa, nel caso ci fosse venuta fame la sera, ma era inutile: il pranzo è stato davvero abbondante. La dieta della sera è stata costituita da una bottiglia di vino e tante chiacchierate.

Il giorno dopo il tempo era bellissimo, ma molto, molto ventilato. Per andare in giro bisognava coprirsi bene, ma noi non abbiamo rinunciato ad un’altra passeggiata. Stavolta toccava alla città vecchia, un piccolo centro storico arroccato sotto la fortezza. Carinissimo, ma così scomodo per vivere! Stradine strette dove non arrivano le macchine, piccole casette, salite ripide. Carino da vedere, impossibile da vivere.

Stavolta a pranzo abbiamo pensato di andare sulla carne. Niente di tradizionale però, ma un nuovo ristorante argentino, La Vaca, con una bella brace e il menu interessante. Abbiamo mangiato la carne davvero eccellente, ottime cotture, bei piatti. 

Tra una cosa e l’altra si stava avvicinando l’ora di ripartire. La valigia era piena di buon cibo e ricordi. Per un po’ di tempo mi basteranno, e poi si vedrà. In fondo, “domani è un altro giorno” ©.

Seguimi anche su

About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *