7 agriturismi per conoscere Molise

Oggi non vi parlerò di un ristorante, ma di un evento che ne ha coinvolti ben sette! Si tratta della prima edizione di AgriChef Molise che si è svolta venerdì scorso, 30 novembre, in un istituto alberghiero a Vinchiaturo, in provincia di Campobasso. Sono stata chiamata in giuria per scegliere il piatto e l’azienda che rappresenterà la regione Molise al prossimo Festival Nazionale AgriChef Cia – Agricoltori Italiani che avrà luogo a Roma, a marzo 2019.

Giornata importante per il Molise dal punto di vista enogastronomico, l’evento unico, il primo ma non l’ultimo che ha messo in risalto il territorio e le tradizioni culinarie della regione che spesso è stata sottovalutata e mai comunicata a dovere. Come foodblogger e come appassionata dell’enogastronomia, come una persona che ama mangiare e bere bene, possibilmente viaggiando, e come una curiosa che va sempre alla ricerca delle tradizioni, dei sapori antichi e dei piatti sconosciuti, mi sento in dovere di fare il possibile per promuovere il Molise, una piccola e splendida regione, ingiustamente dimenticata e spesso associata all’Abruzzo.

Mentre mi avviavo al luogo dell’evento, in macchina, ammiravo i paesaggi silenziosi e maestosi, approfittando delle strade praticamente deserte e del silenzio del mattino.

Sono passata per Venafro, una cittadina dove è nato il mio suocero, e che mio marito mi descriveva spesso, attingendo ai ricordi d’infanzia. Mi raccontava di come andavano, con tutta la famiglia, a fare le provviste, a portare giù le mozzarelle, i salumi, la farina, il vino e le ciambelle all’olio.

Poi, ad un certo punto ho visto un miraggio: una cattedrale che sembrava fosse di pizzo, dalle parti di Guasta. Visione incredibile. Sempre lì ho visto il centro Messegué, per chi vuole dimagrire e disintossicarsi. Luogo perfetto, praticamente in mezzo al nulla, lontano dalle tentazioni, vicino alla natura.

Una volta arrivata, prima dell’inizio dell’evento, sono andata a curiosare in cucina. Di solito i cuochi “in prova” sono nervosi e non gradiscono visite, ma ho trovato persone splendide, rilassate e concentrate allo stesso tempo, che mi hanno raccontato volentieri cosa facessero e cosa cucinassero.

Poco dopo ho assaggiato, insieme ad altri membri della giuria, 7 piatti di 7 aziende agrituristiche per eleggere un rappresentante della regione. Compito arduo, perché tutti i patti erano buoni, tutti fatti con gli ingredienti locali, rispettando i sapori della tradizione.
7 piatti, uno più buono dell’altro, che ora vi racconto e vi metterò i link agli agriturismi che li hanno ideati, sperando che voi andrete a fare una gita della domenica o anche un weekend per scoprire un pezzetto sconosciuto del nostro Bel Paese, a soli 2 ore di macchina da Roma.

Tris di polenta con baccalà, salsiccia e cicoli di maiale. Polenta casereccia, baccalà saporito, con la pelle croccante e polpa morbida, salsiccia sotto sugna è un qualcosa di incredibile, quasi affumicata, un po’ dura, dal sapore pieno. I circoli di maiale erano un po’ duretti, ma in complesso molto in armonia con peperoni. (Agriturismo Zampacorta)

Taccole con ceci e cicoria. Questa cicoria sarebbe la catalogna, quella che si usa per fare le puntarelle, quindi non così amara. Personalmente la compro intera, faccio e punteranno e sbollento le foglie, ripassandole in aglio, olio peperoncino, ma la signora è andata oltre. Ottimo piatto, da prendere lo spunto. (Agriturismo Fattoria di Vaira)

Ravioli di ricotta agli agrumi con porcini, tartufo bianco su crema di zucca. Piatto raffinato, degno di un ristorante gourmet e non di un “semplice” agriturismo. Ma quando la passione porta a fare i piccoli capolavori anche in campagna, sfruttando tuttavia i prodotti di stagione, tanto di cappello! (Agriturismo Casale Rosa)

Cavatelli con ragù di cotiche ripiene e costine di maiale. E’ stata una rivelazione. Mai mangiato le cotiche ripiene, e ho scoperto una meravigliosa tradizione. La farcia è costituita da cacio e ova, pane e salsiccia, ed è tenerissima. La pasta è fatta a mano (davanti a me), ed è un formato tradizionalissimo.(Agriturismo Aia della Foresta)

Rotolo di agnello con cicoria campestre. Il sapore della cicoria è indimenticabile, l’agnello è saporito, il ripieno, sempre di carne di agnello, è perfetto. (Agriturismo La Piana del Riccio)

Pollo ripieno di cacio e ova. Il pollo ruspante non capita tutti i giorni, e l’ho trovato saporito di suo, anche se non insaporito in aprticolare. Il ripieno è di cacio e ova, e i contorni erano tre: pallone cacio e ova, pizza minestra (fatta con la farina di polenta e verdure del campo) e le frittelle di cavolfiore. Piatto ricco, piatto unico, piatto da festa.

Lo ha preparato la mamma dell’organizzatore del Festival, Pino Rosa, perché loro hanno un agriturismo che ha partecipato con tutte le carte in regola. (Agriturismo La Ginestra)

Spezzatino di cinghiale con cipolle e funghi. Non è facile preparare il cinghiale, spesso rimane duro, ma questo, marinato nel vino e cotto a lungo, era morbido, saporito, fatto con la carne di cinghiali allevati nella fattoria. (Agriturismo Fattoria Rossi)

Non credevo avessimo messo così tanto tempo per scegliere il piatto vincitore. Molti erano i candidati, moti pro e contro, ma alla fine abbiamo premiato i Ravioli di ricotta con funghi e tartufo dello chef Pasquale Felice, dell’agriturismo Casale Rosa. Il motivo è puramente estetico: se il piatto deve andare a confrontarsi con quelli delle altre regioni più rinomate, il solo gusto non basta. Serve anche una presentazione accattivante che afferma: Molise c’è!

Personalmente ho (ri)scoperto una regione che conoscevo appena, e mi sono promessa di andarci presto per un weekend di gusto e di relax.

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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