Risotto con il polpo

A volte mi prendono le voglie. Sabato mattina ho chiesto a mio marito, mentre lui andava al lavoro: “Amore, puoi passare da Sandro e mi prendi un polpo?” Lui non mi dice mai di no, sa già che se chiedo una cosa, ho un mente idea precisa su cosa cucinare.

Ed ecco che ho per le mani due polpi da 750 g ognuno (non ce n’erano di più grossi), e una mezza chilata di triglie, regalo di Sandro, il mio pescivendolo di fiducia.

Contenta, pulisco i polpi e li metto a lessare: il primo passo verso le altre mete. Per la verità, le mie idee sono confuse perché sono troppe, ma non è un problema, il tempo stavolta non è tiranno, considerando il lungo weekend a casa (lungo perché ultimamente al massimo ci passavo un giorno solo) e alla fine però scelgo un paio di preparazioni, risotto con il polpo e ragù al vino rosso e pomodoro. Se avanza (ma lo faccio avanzare per forza), preparo anche una ciotolina di insalata di polpo, il must in qualsiasi stagione.

Per arricciare i tentacoli, calo il polpo nell’acqua bollente 2-3 volte, tirandolo subito su. E poi piano-piano, a fuoco basso, altre 2 ore di cottura. Non insaporisco l’acqua, voglio tutto al naturale.

Per ottenere il polpo più morbido in meno tempo, i pescatori consigliano di surgelarlo. Quando ho tempo, lo faccio, altrimenti allungo i tempi di cottura e via.

Dite la verità, c’è ancora qualcuno che crede che per cuocere il polpo bisogna aggiungere nella pentola un tappo di sughero per renderlo morbido?
Una volta lo pensavo anch’io, poi ho fatto una ricerca e ho capito del perché del tappo.
Molti anni fa il polpo era un cosiddetto streetfood: lo si cuoceva nei grossi pentoloni lungo la strada e lo servivano tagliato a pezzi con il limone. Per tirarlo fuori dalla pentola senza bruciarsi le mani nell’acqua bollente, il polpo si legava al tappo di sughero con uno spago da cucina, che con la forchetta veniva su che è una meraviglia.
Ecco svelato il mistero!

Lascio raffreddare il polpo pronto direttamente nell’acqua di cottura, e il giorno dopo lo spello e lo trasformo.

Risotto con il polpo

1 polpo di 500 g
200 g di riso (uso il riso Acquerello)
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di olio al peperoncino
25 g di burro
1 limone
aneto
sale

– Lessare il polpo per 1,5-2 ore circa, far raffreddare nell’acqua di cottura, poi tagliare a pezzetti. Non buttare l’acqua.

– Tostare il riso (se è il riso invecchiato, saltare il passaggio), e iniziare a versare l’acqua di cottura di polpo calda

– Dopo 10 minuti aggiungere il polpo, salare e continuare la cottura finché il riso non sarà cotto al dente

– A questo punto aggiungere la scorza di limone grattugiata, l’aneto tritato, il burro e l’olio al peperoncino e mantecare

– Coprire con un coperchio e lasciare per 2-3 minuti a riposare

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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