Ristoranti. Il Canto dei Bischeri a Bari: cibo toscano, vini naturali

Sono una persona fortunata. Ovunque vada, ho degli amici che condividono le mie passioni e quando ci vediamo, anche dopo molti anni, è una festa, anche per il palato.  Anche stavolta, arrivata a Bari per  Meet in cucina, un evento dedicato alla gastronomia e la ristorazione pugliese, non potevo non dedicare del tempo a Nunzia, un’amica di vino e di social.

Ma per capire quello che è accaduto, bisogna tenere a mente l’ospitalità pugliese. Quello che doveva essere un aperitivo, si è trasformato in un pranzo infinito, e non per le portate, ma per il vino e per il tempo che ci siamo prese. E se aggiungiamo il terzo commensale, Ninni, compagno di Nunzia e un perfetto complice che condivide appieno le nostre passioni, e l’oste toscano trapiantato a Bari, Massimo Lanini, titolare de Il Canto dei Bischeri.

E’ un’osteria semplicissima al centro della città dalle ampie vetrate e i tavoli di recupero. Piccola cucina a vista, menu scritto su una grossa lavagna, pareti piene di bottiglie di vino appese. La stragrande maggioranza dei vini qui presenti, una grande passione di Massimo, sono naturali, compresi Champagne.

Tra l’altro, in questi giorni è stata inaugurata anche La Staffa Enoteca dei Bischeri, dove dedicarsi al nostro vizio preferito in santa pace, spiluccando qualcosa di buono: salumi, formaggi, burro e alici.

L’oste è un personaggio dalla O maiuscola,un po’ burbero e, a prima vista, scostate, di quelli che o li ami o li odi. Ma non basta: se non sei simpatico tu all’oste, te lo farà capire senza troppi indugi. Inutile dire che l’ho adorato fin dal primo momento.

Ma ora andiamo al dunque.

Prima bottiglia: Champagne Laherte Frères Brut Nature. Nunzia si preoccupava che non mi piacesse, ma non sapeva che mi sto appassionando sempre di più ai vini naturali. Fantastico.

Per spizzicare qualcosa in attesa di decidere cosa mangiare, prendiamo burro e alici. Arriva anche un cestino di pane appena grigliato, leggermente affumicato. Beh, chi non amerebbe questi sapori?

Poi arriva Massimo e mi fa: “Ah, ti piacciono i vini naturali? Ora ti faccio assaggiare una cosa, mo’ vediamo!” Suonava come una minaccia, e invece è arrivato con una bottiglia di Jakot Quinto Quarto di Franco Terpin, un orange wine friulano. (Lo sapevate che Jacot è semplicemente Tokaj scritto al contrario per contestare la normativa europea che ha obbligato i produttori del Friuli di rinominare Tocai, il vino simbolo del territorio?)

A questo punto decidiamo anche cosa mangiare. Ma prima assaggiamo l’olio e il pane con pomodoro.

Io prendo Asado che non ha nulla a che vedere con la preparazione argentina, ma indica una costola di vitellone sulla brace. Tra l’altro questo è  l’unico locale al centro di Bari ad avere una brace vera dentro la cucina. La carne viene da un allevamento della zona, buonissima e tenera.

Sul tavolo arrivano anche un filetto e un piatto di verdure dello chef.

Era chiaro che ci scappava anche la terza bottiglia, Pacina, un vino naturale toscano fatto con le uve Sangiovese.

Abbinamenti perfetti. Però per essere onesti, devo dire che non abbiamo bevuto tutto noi: l’oste andava e veniva, alcune volte beveva con noi, altre portava la bottiglia all’altro tavolo per farla assaggiare agli altri amici.

Consiglio assolutamente questo posto. Leggete le scritte sulla lavagna e sulla porta, ve ne innamorerete.

Il Canto dei Bischeri
Via Nicolò Putignani, 93, Bari
Tel. 328 025 6168

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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