Crumble di rabarbaro e frutti rossi

Non so voi, io adoro il rabarbaro, ma non lo trovo quasi mai. L’ho trovato invece a Londra, al famoso Borough Market, e l’ho comprato. Come l’avevo confezionato per infilare nel trolley insieme ai mazzi dell’aneto e del coriandolo, è un’altra storia, ma in un modo o nell’altro il rabarbaro è arrivato il Italia e ha aspettato pazientemente il suo turno nel frigo per 15 giorni abbondanti prima di essere stato cucinato. Ha resistito, avrà capito la sua importanza per me, e si è mantenuto fresco e croccante mentre la Rossa andava in giro nei viaggi stampa.

Con il rabarbaro si possono fare tante cose, non solo le crostate e le torte, ma anche salse per la carne, decotti, condimenti vari, marmellate e marinature. Ma io ho preferito fare il buon vecchio crumble, perché è

  1. facile
  2. veloce
  3. c’è molta frutta e poco impasto
  4. è amato da tutti.

Difficile sostituire il rabarbaro con altro, è unico nel suo genere, quindi cercate di procurarvelo, e godetevelo con l’aiuto di questa ricetta.

Crumble di rabarbaro e frutti rossi

500 g di rabarbaro fresco
200 g di frutti rossi surgelati
100 + 20 g di zucchero

80 g di farina
60 g di burro
35 g di zucchero muscovado
una presa di sale

— lavare il rabarbaro, tagliare a pezzi, mettere in una pirofila, cospargere con 100 g di zucchero, coprire con la carta argentata e infornare a 180° per 30 minuti

— quando è intiepidito, mescolare il rabarbaro con i frutti rossi scongelati e scolati e e aggiungere lo zucchero restante

— preparare le briciole per il crumble: mettere in una ciotola farina, zucchero, sale e burro freddo tagliato a cubetti e mescolare con le punte delle dita fino a ottenere le briciole più o meno grosse

— distribuire il rabarbaro con i frutti rossi negli stampini (ne serviranno 6), coprire con le briciole e infornare a 180° per 20 minuti circa

— servire con il gelato di vaniglia, di crema o allo zabaione

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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