Speciale Londra. Borough Market e 3 colazioni in una mattinata

E’ capitato che durante i miei intensissimi 4 giorni a Londra non ho fatto altro che fare colazioni e bere. Del bere (che vince sul male!) scriverò a parte, ma anche le colazioni meritano un capitolo tutto loro, specie se fatte al Borough Market, il mercato più bello, colorato e mangereccio di Londra. E anche se non sono una grande consumatrice delle colazioni a casa, mi bastano i (tanti) caffè, quando sono fuori, insieme alle cene, per me sono i pasti più interessanti. Siete d’accordo?

Chi non conosce Borough Market, quel luogo che incantato che affascina i foodies di tutto il mondo? Dicono che viene definito il “Paradiso del cibo”, e sono assolutamente d’accordo. Non è solo un mercato all’ingrosso e al dettaglio di generi alimentari, qui trovate i prodotti provenienti da tutto il mondo, da acquistare e da mangiare sul posto. Quotidianamente attira molti turisti e foodies, ed  è considerato il migliore del paese per qualità e la varietà dell’offerta.

Comunque al Borough Market mi sono superata. Sfido chiunque di fare 3 colazioni in una mattinata, anche se per il dovere della cronaca devo ammettere che la mia amica, complice e sostenitrice, ha fatto lo stesso, quindi chapeau a noi due.

Siamo arrivate al mercato per l’apertura, cioè, alle 10. I banchi si stavano allestendo e le piastre si stavano scaldando, così abbiamo avuto modo di fare un giro e a scegliere qualcosa di appetitoso.

La mia prima scelta è caduta su Scotch Egg. Adoro queste uova ricoperte di macinato di maiale, impanate e fritte. Una volta le avevo preparato a casa, ed erano giganti. Per fortuna queste erano piccoline e, di conseguenza, più facilmente mangiabili. L’ovatto cotto non troppo, carne saporita, crostini croccante, mmmmm… Prima colazione a costo di 4,50 £. Sempre per la cronaca, la mia amica si è presa un cinnamomo roll, dal profumino invitante, ma io opto sempre per il salato.

Poi siamo entrate nella parte dei banchi. Da perdere la testa, da mangiare con gli occhi. Funghi strani, carciofi giganti, risotto di spelta ai funghi, frutta coloratissima, verdure fresche.

Girando tra i banchi, siamo finiti nel “reparto” pesce. Stop. D’accordo, il pesce crudo  forse non era il caso di mangiare (anche se qualcuno faceva le tartare!), ma noi abbiamo puntato le ostriche. Belle, fresche, giganti, di quelle che ti dicono “MANGIAMI!” E chi sono io per dire di no ad un’ostrica così? Quella che sto toccando con la mano, non mi entrava sul palmo, e costava soltanto 3 £ a pezzo!

A fianco, guarda caso, c’era un corner con le bollicine, Prosecco, vino mosso inglese e Champagne. Un calice 6 £, si può fare? Ma certo!

Ed eccoci già a brindare e a deliziarci con le ostriche. Ognuna valeva 3 normali, tanto erano grosse, e il sapore e la freschezza erano fuori discussione. E poi erano già le 11 passate da un pezzo.

Dopo la seconda colazione abbiamo deciso di fare un po’ di spesa per casa per quella sera. Verdure eccellenti, pisolini freschi, rape, barbabietole, varie zucchine e zucche, ma anche erbe aromatiche e … rabarbaro! Adoro! L’ho preso per portare a casa in Italia, e non vi dico che avventura. Poi abbiamo parssato un buona mezzora al banco delle spezie, quante ce n’erano, non si sa. E il bottino è cresciuto ancora.

Si dice che non c’è due senza tre. In effetti, uno dei miei desideri era mangiare fish & chips. E non mi dite “che schifo, come fai a mangiarlo?”. Se lo si compra nei posti giusti, è buonissimo. In fondo, non è altro che un filetto di pesce (non per forza merluzzo) con le patate fritte e la salsa tartara. Poi il cetriolino è il must. Le porzioni erano giganti (mi sa che al mercato si pecca di mania di grandezza). E così per 10 £ (a porzione) ci siamo godute anche la terza colazione, diventata, naturalmente, il pranzo.

Eravamo in uno spazio accanto al mercato, creato apposta per mangiare il cibo da asporto. Tante panche o posti per sedere, e, ciliegina sulla torta, il musicista che suonava.

Comunque vi devo dire, che mettendo a paragone i prezzi dei prodotti in Italia e in Inghilterra, non c’è una grande differenza. Considerando che in questo periodo il cambio è decisamente favorevole (1 £ vale circa 1,12 €), avrei pagato più o meno la stesa cifra anche in Italia. Il pesce, le verdure, i panini, lo Champagne – era tutto proporzionato. E’ proprio vero che il periodo è quello giusto per andare Oltremanica, e ho già tanta voglia di tornare.

Racconterò ancora dei posti dove ho mangiato bene, ma prima vi parlerò del bere!

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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