Champagne, fritto & Co da Piccadilly a Roma

Se amo le bollicine, come facevo a non amare lo Champagne e soprattutto a perdere una serata dedicata al ristorante Piccadilly, a San Giovanni Re di Roma? Fritto e bollicine, pesce e Champagne, non vi sembra un binomio perfetto?

Comunque per entrare nella questione “Champagne” non c’è niente di meglio che rivolgersi al libro di Mario FederzoniChampagne senza veli”. Qui sotto è quello che scrive a proposito di Piper Heidsieck, il protagonista della serata.

“La Maison Piper Heidsieck nasce nel 1785 con Florens Louis Heidsieck, figlio di un ministro luterano originario della Westfalia, emigrato a Reims per lavorare nel settore tessile, che abbandona l’iniziale vocazione per imparare l’arte della vinificazione. Innamoratosi delle bollicine, la sua passione e dedizione fanno si che, in pochi anni, la sua Maison diventi il principale fornitore di Champagne della casa reale di Francia e di Maria Antonietta in persona, alla quale dedica personalmente una speciale cuvée. Nel 1828 gli succede il nipote Christian Heidseick, insieme al cugino Henry Guillaume Piper; ma, con la morte di Chiristian, nel 1838, e in seguito al matrimonio della sua vedova con il cugino Piper, si inaugura definitivamente il corso del binomio Piper Heidsieck, nome, con il quale la Maison è passata alla storia.”

Piper-Heidsieck utilizza tutte e tre le varietà di vitigno consentiti per lo champagne: Chardonnay, Pinot nero e Pinot Meunier, in varie proporzioni a seconda dei vari prodotti. Attualmente la Maison produce 7 etichette, tra cui Rare, un tributo alla regina Maria Antonietta, il mio preferito.

La bottiglia, impreziosita dal pizzo dorato, fa subito pensare a qualcosa di pregiato ed esclusivo. Perlage finissimo e persistente, color oro antico nel calice preparano le papille gustative al godimento puro. Sentori di frutta tropicale e di spezie avvolgenti, note di mandorla, di nocciola e di pera creano una sensazione di una morbida seta che accarezza il palato. Momenti da Mille e una notte.

E se una bottiglia di Rare dovrete pagare sui 150 € e passa, una bottiglia base, Brut Cuvée, troverete anche anche 25-30 €. Piccolissimo investimento per una bollicine buona.

Ma torniamo al cibo. Cartocci con calamari croccanti, gamberi e alici fritte e calici di bollicine stuzzicanti, cosa volere di più? Naturalmente, altro da mangiare. Nel menu di Piccadilly si trova di tutto, sia cucina romana che piatti di carne elaborati, anche se la preferenza va al pesce. Tanti crudi freschissimi, selezioni di gamberi e di ostriche, pescato del giorno. Abbiamo preferito però sapori essenziali, e non abbiamo sbagliato.

Carbonara al tartufo nero. Ricca, cremosa, goduriosa.

Polpo rosticciato con maionese ai lamponi. Maionese molto particolare che si abbina bene al pesce in generale.

Pancia di maiale dorata croccante. Morbido e succulento il maialino, il lato raffinato della porchetta.

Brownie fondente, cioccolato puro, da affondare il cucchiaino fino in fondo.

Altro da bere? Champagne! Fabrizio Lauria, il giovane titolare del locale, ha una grande passione per i vini, e la sua cantina è assai rifornita, Champagne compreso.

Quindi, Vilmart & Cie 1er Cru, Grand Cellier. Elegante, pulito, perlage fine e persistente, la sua nota acida non passa inosservata. Insomma, una bollicina perfetta per tre amiche come noi. “Non sembrate di Roma“, quello era il commento di mio marito, e in effetti aveva ragione! Ma visto che le strade continuano a portare a Roma, noi ci siamo ritrovate qua, e i brindisi si sono susseguiti “fino a esaurimento scorte” (in bottiglia.

Si sta bene qua, da Piccadilly, l’unica nota da aggiungere è questa: se non siete fumatori, non mettevi mai nel déhors, rimarrete affumicati di brutto.

Piccadilly Roma
Via Appia Nuova, 127
Roma
Tel. 0697614438

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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