Ristoranti. Sor Duilio, si o no? Boh…

Di questa pescheria con cucina non sapevo nulla fino a quando, durante una cena di gala, in una chiacchierata con un collega vicino di tavolo,non è uscito fuori il discorso sulla “pesciccia”.
– Cosa?!..
– Pesciccia, la salsiccia di pesce, è stata la risposta. La fanno da Sor Duilio.
– E lui chi è?
– È una pescheria con cucina sulla Tiburtina.

Da allora questa “pesciccia”, non ha mai abbandonato i miei pensieri, però la Tiburtina (e anche la seconda sede nei pressi di via Chiana) è troppo lontana da me, non ci andrò mai solo per togliermi uno sfizio della curiosità.
Poi è successo che dovevo andare a Roma per un incontro di lavoro, che tornare a casa per cena non ce l’avrei fatta. A questo punto ho chiamato una mia amica e le ho proposto di unire l’utile al dilettevole: mangiare questa specialità, cenare, ma soprattutto vederci e parlare di nostri progetti.
Detto fatto. Per fortuna ho le amiche che ci mettono esattamente te un attimo a decidere.

Ci siamo date l’appuntamento davanti alla pescheria. Arriviamo. Tutto buio. Strano, al telefono avevano accettato la nostra prenotazione.
Poi il mistero si svela: è andata via la luce, e ci voleva un po’ per riavviarla.
Ci mettiamo ad un tavolino con una candela e decidiamo di vivere l’avventura al buio.

Nel frattempo scegliamo una bottiglia dal frigo, ovviamente, bollicine rosé (Torre Fornello, Pinot Rosè Pas Dosé), con l’aiuto di una torcia del cellulare. Evviva la tecnologia!

Poi è tornata la luce e siamo ritornati alla civilizzazione, letto il menù alla luce seria e abbiamo deciso che non avevamo molta fame, ma prendevano un antipastino in due mentre aspettavamo l’agognata specialità.

I crudi non mi hanno entusiasmata, preferisco mangiarli da chi conosco personalmente, meglio ancora se ad Anzio (abbiamo sempre il pesce migliore!), meglio ancora se a casa mia, dopo aver fatto la spesa da mitico Sandro, il mio “pesciarolo” di fiducia (la prossima volta vi racconterò di lui).

Ecco l’insalata di “polpo verace”, così era scritto sul menù. Sinceramente, entrambe non abbiamo mai capito perché il polpo fosse così scuro. Carote e sedano in questa preparazione secondo me sono discutibili, ma è una variante della casa, quindi nessuna obiezione. Polpo croccante, non proprio morbidissimo. In seguito i pescatori ci hanno spiegato che probabilmente era un polpo estero, diverso dai nostri, e comunque non verace.

Ma ecco le pescicce. Fa parte della sezione Street food, si serve con spinaci ripassati e qualche sfoglia di patate. Un piatto unico. La “salsiccia” è fatta di tonno, salmone e cernia aromatizzati al finocchietto e pepe nero. Buona, niente da dire, saporita e succosa, patate un po’ scarse.

Mentre la aspettavamo, avevamo finito la bottiglia e abbiamo chiesto due calici di un’altra bollicina. Sempre Torre Fornello, ma stavolta Metodo Classico Chardonnay.

La serata comunque mi ha lasciata un po’ perplessa. I prezzi sono abbastanza nella media, per una bottiglia forse un po’ troppo alti. Non abbiamo mangiato tanto, ma 79 € in due mi sembrano leggermente esagerati. A questo punto mi sono domandata  sulla quantità dei crudi. Ecco, questo era il caso quando la matematica non sbaglia, ma il piccolo scettico interno non è d’accordo, e la sensazione è dell’insoddisfazione.
Boh…

Quindi, per concludere: va bene mangiare un piatto di pesciccia (12 €), ma con l’acqua o al massimo con un calice di vino (6 €), altrimenti l’effetto “street food” svanisce. E per una mangiata seria di pesce vi aspetto ad Anzio.

Sor Duilio
via delle Cave di Pietralata, 44
Roma
tel 0641787439
http://www.sorduilio.com

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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