L’autofagia e la Remise en forme

Conoscete Yoshinori Ohsumi? Sapete cos’è l‘autofagia? Ma soprattutto, cosa c’entra tutto questo con la Remise en forme?

Il signore è uno studioso ricercatore giapponese, a chi nel 2016 è stato assegnato il premio Nobel per la medicina, per le sue scoperte sul fenomeno dell’autofagia che permette alle cellule di “mangiare se stesse” per riciclarsi e rinnovarsi continuamente. Una simile scoperta aiuta a capire molti processi fisiologici come l’adattamento dell’organismo in caso di fame e la risposta alle infezioni. Le cellule usano l’autofagia per liberarsi dalle proteine e dai componenti danneggiati.

In parole povere l’autofagia fornisce rapidamente carburante, energia e materiale per il rinnovamento delle componenti di una cellula e il suo ringiovanimento. E’ essenziale nelle situazioni di mancanza di cibo o in altri tipi di stress. Per esempio, dopo un’infezione, l’autofagia permette di eliminare i batteri e i virus che avevano invaso l’organismo. Questo processo di autodecomposizione può essere definito anche una forma di cannibalismo.

Anche stili di vita, come il digiuno o la restrizione calorica, possono influenzare positivamente l’autofagia. Ovviamente non si possono risolvere tutti i problemi legati all’invecchiamento e alle malattie, ma certamente questa scoperta è un tassello importante per arrivare a vivere più sani e più a lungo.

Interessante, no? E adesso arriviamo al momento clou: all’alimentazione volta a raggiungere e mantenere una perfetta forma fisica.

Dopo quella scoperta sensazionale sono stati fatti gli studi che hanno demolito definitivamente il mito sull’alimentazione corretta, ovvero, mangiare poco ma spesso.

Al contrario, basandosi sugli studi di Ohsumi, è stata confermata l’utilità dei digiuni. E non parliamo di quelli prolungati (che al limite devono essere effettuati sotto uno stretto controllo medico), ma delle giornate, magari una a settimana o due, oppure, meglio ancora, di cosiddette “finestre dell’alimentazione”.

In Russia c’è un detto: mangia la tua colazione, condividi il tuo pranzo con un amico, e offri la tua cena ad un nemico. Senza sapere nulla sull’autofagia, il popolo ha perfettamente interpretato il principio di alimentazione più corretta per l’organismo umano.

Dunque, cos’è la finestra dell’alimentazione? E’ un lasso di tempo durante il quale mangiamo. Quindi se fate colazione alle 8 del mattino, poi pranzate, fate merenda, aperitivo ecc, e poi cenate, mettiamo il caso, alle 20 o alle 21, quelle 12-13 ore sono la finestra dell’alimentazione.

Gli studi del 2017 hanno dimostrato che chi mangia per 12 ore è meno sano rispetto a chi mangia per 6-8 ore. I gruppi di persone mangiavano per 12, 8, 6 o 4 ore, assumendo la stessa quantità di calorie. Più piccola era la finestra dell’alimentazione, più si bruciavano le calorie durante la notte e le persone risultavano più magre e più sane ( si erano abbassati la pressione, i livelli di colesterolo e di zuccheri).

Certo, l’ideale sarebbe mangiare in una finestra di 6-8 ore, ovvero, dalle 8 del mattino fino alle 14 o 16 di pomeriggio, anche perché la mattina abbiamo alto il livello di cortisolo, abbiamo energia e appetito, invece la sera cresce il livello di melatonina, l’organismo si prepara per andare a dormire e rallenta tutte le funzioni, anche quella metabolica.

L’autofagia si attiva in parte anche grazie alla sostituzione di proteine animali con quelle vegetali. Quindi la mia Remise en forme funzionava bene anche perché mangiavo legumi tutti i giorni. Anche l’alimentazione con le pause di oltre 12 ore fanno attivare l’autofagia. In questi casi si perde la massa grassa, ma non quella muscolare, ed è proprio quello che vogliamo. Invece se si mangia spesso, anche se poco, viene stimolata la produzione di insulina, le cellule diventano meno sensibili all’insulina e alla fine si potrebbe arrivare ad avere la diabete di 2 tipo.

Trovo molto interessante questa teoria, ma so già che non potrò seguire gli orari ideali dell’alimentazione. La mattina non ho fame, invece la sera mangio sempre, sia per piacere che per lavoro, ma vado a dormire abbastanza tardi, quindi non subito dopo cena. Prima facevo qualche spuntino in mattinata, ma ora vorrei provare per un mese di iniziare a mangiare a pranzo, quindi verso le 13-13.30, e a cena, verso le 20 (salvo certe cene che finiscono a mezzanotte e passa). Quindi dovrei avere una finestra di alimentazione di 7-8 ore. Vediamo cosa succede!

Stay tuned!

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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