Al mercato di Torino con Magorabin per fare i cetrioli in salamoia a Roma

Sono una persona fortunata. Non capita mica tutti i giorni, andare a trovare un mago, invece qualche settimana fa io non solo sono stata ospite di Marcello Trentini, in arte Magorabin, ma ho visto la sua nuova casa (anche se era ancora in mezzo ai lavori), ho assaggiato in anteprima il nuovo menù che sarà servito allo Chef’s Table, compresi alcuni piatti ispirati ai ristoranti in giro per il mondo, e ho mangiato anche alcuni dei suoi grandi classici. Qui su Scatti di Gusto ho raccontato la mia esperienza gourmet per intero, ma su Rossa di sera vi racconto un’esperienza diversa.

Ho avuto il modo di fare una lunga chiacchierata con Marcello e Simona, sua compagna di vita e di lavoro, di fare loro tante domande, di andare a fare la spesa al mercato con il mago dei fornelli e di mettere piede in cucina del mitico chef che porta i pantaloncini mimetici, le scarpe da ginnastica e i dreads.

Lo dico da sempre, “il miglior museo è il mercato”, ed ero felicissima quando Marcello mi ha proposto di andarci con lui a fare la spesa. Il mercato di Torino è considerato il più grande d’Europa, ed ero impazienze di metterci piede, anche perché il mio accompagnatore per eccellenza non solo è conosciuto da tutti (e vogliamo mettere un pizzico di vanità?), ma conosce i banchi migliori e le eccellenze della zona.

Infatti, le mie aspettative sono state ampiamente soddisfatte. Il mercato è davvero stupendo, la cosa che mi ha sorpresa molto, è che c’erano molte erbe aromatiche e le erbe del campo in vendita (e so io quanto cerco i mazzetti di erbette raccolte nei prati dal “mio” vecchietto al mercato di Anzio). Ho trovato addirittura un mazzetto di aneto con gli ombrellini di fiori, perfetto per la conservazione di verdure in salamoia. Dovevate vedermi al ritorno: valigetta carina, borsetta carina, dalla quale spuntava un mazzetto di aneto!

Comunque oltre le erbe ho scoperto due banchi interessantissimi: uno dei formaggi (ma che roba! Devo tornare a Torino apposta per fare i rifornimento di questi piccoli tesori) e un altro delle frattaglie, un quinto quarto che manco a Roma!.. Non a caso da Magorabin ci sono alcuni fatti nel menù che hanno come protagonisti proprio le frattaglie, e cucinate bene, vi assicuro, sono una delizia. Anche se sono di parte: amo il quinto quarto, e lo cucino molto volentieri da sempre. (mi sa che devo ricercare la pajata, mi sta venendo voglia di rigatoni!)

Avrete capito che Marcello Trentini è uno chef molto impegnato, e non solo con il proprio ristorante che si sta raddoppiando, ma anche con diversi eventi e partecipazioni in giro per l’Italia e all’estero, e non riuscirebbe mai andare al mercato tutti i giorni. Per fortuna che ci sono i collaboratori che lo fanno a posto suo e i venditori fidati che eseguono le consegne.

Dopo la passeggiata al mercato è arrivata l’ora di pranzo. Pochi (per un modo di dire!) piatti, tutti i grandi classici. Non vi annoierò con l’elenco, ma non potete non invidiarmi. Citando Oscar Wilde, mi accontento di cose semplicissime, ovvero solo del meglio, tipo pane, olio e vino, non siete d’accordo?

Spaghetti burro e acciughe con briciole di pane croccante e aneto. Semplicemente chic. Omaggio alla bagna cauda piemontese, preparata con l’aglio bollito 7 volte per togliere il sapore forte e pungente, delicatissimo. Una coccola primordiale.

Lingua, gamberi e mandarino (2007). E’ un classico che ha cambiato faccia tante volte. Ora è un mattoncino di lingua cotto sottovuoto, tostato nell’olio di semi per la croccantezza, servito con la crema di succo di mandarino tardivo, addensato con agar-agar, completato dal gambero marinato, molto mediterraneo.

Non vi racconto altro, vorrei lasciarvi addosso la curiosità di andare a scoprire di persona che significa, conoscere Magorabin e la sua cucina.

Magorabin
Corso S. Maurizio, 61, Torino
Tel. 011 812 6808

Ma ora vi lascio una ricetta, semplicissima come il concetto di tutto il post, di cetrioli in una leggera salamoia, che mi ha dato una mia amica russa. Un contorno rinfrescante, molto estivo, sgrassante e piacevole.

Cetrioli (e pomodori) in leggera salamoia

500 g di cetrioli, possibilmente sottili e senza troppi semi
3-4 pomodori maturi ma sodi
1 l di acqua fredda
1 mazzetto di aneto (si trova nei supermercati più grandi, alla Metro e nei vivai)
3 cucchiai di sale grosso
5-6 spicchi di aglio
1-2 peperoncini freschi

– metere in un pentolino 1 bicchiere di acqua, portare a ebollizione, aggiungere il sale e l’aneto tritato, cuocere per qualche minuto.

– siccome la salamoia deve essere fredda, versare il liquido in una brocca e aggiungere il resto di acqua freddissima.

– lavare le verdure: tagliare le punte di cetrioli, tagliarli in due parti e poi anche in lungo, in due o in quattro (dipende dalla grandezza), tagliare i pomodori in due o in quattro.

– prendere un grosso barattolo o una pentola, adagiare pomodori e cetrioli, aggiungere l’aglio pelato (intero) e il peperoncino fresco, tagliato o intero, a piacimento. versare la salamoia fredda e porre tutto nel frigo per almeno 24 ore.

– trascorso il tempo, si può mangiare in insalata, come contorno per le patate lessate, la carne sulla brace o il salmone al forno.

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About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

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