Piadine arabe per quasi kebab e conseguenze

E già, le conseguenze bruttine, rispetto alle cose belle, non tardano mai… L’altroieri ho avuto una magnifica idea di arrostire una spalla di agnello con le patate, mettendo marinare la carne con varie spezie e aromi per 24 ore nel frigo.

Ieri, mentre guardavo distrattamente la pasta madre, pensavo: “Forse dovrei fare anche un pò di pane.. ma no.. il pane non faccio in tempo a preparare.. allora?.. le piadine?.. quelle che usano per avvolgere il kebab?!.. ma si, ho pure una ricetta, però non l’ho mai fatta con la pm.. d’altronde perché non provare?.. male che va, mangiamo un pò di pane normale…” Ecco, più o meno così.

Detto – fatto.

Piadine arabe

125 g di pasta madre

250 g di farina

125 ml di acqua

1 cucchiaino di sale

1 cucchiaio di strutto

– sciogliere la pm nell’acqua, aggiungere altra farina, sale, strutto sciolto e impastare ( ho usato, come al solito, la macchina da pane)

– lasciare lievitare 1-1,5 ore

– spolverare con la farina il piano di lavoro, dividere l’impasto in 6 pezzi e stendere ognuno in un cerchio molto sottile di 22-24 cm di diametro

– nel frattempo portare il forno a 250° insieme alla griglia

– sistemare una piadina sulla griglia e aspettare 2-3 minuti, finche non si gonfia

– prelevare la piadina cotta e avvolgere in un canovaccio pulito affinché non si secchi

– se si prolunga la cottura di piadine di altri 2-3 minuti, si ottiene una doratura, una croccantezza e lo spessore degni di carta da musica sarda

Ho fatto 3 piadine morbine e 3 piadine croccanti.

In più mi sono bruciata la mano!!! Ma quando imparerò di stare attenta?.. Oramai la mia cucina è il campo di mia battaglia personale: con i coltelli superaffilati, con le padelle e il forno roventi, con le pentole con l’acqua bollente, i piatti che ogni tanti fanno i salti mortali..

Insomma, messa la crema antibruciature, ho continuato a sfornare, ma che dolore…

 

In compenso la cena è stata il godimento puro: agnello succulento, patate croccanti, piadina deliziosa, nella quale mettere dentro verdurine fresche e salsa di yogurt alla menta…

Il tutto annaffiato da un ottimo Poggio Madrigale 2004 biologico (cantina Di Filippo), che sapeva deliziosamente delle mie amate amarene e frutti di bosco….

Ma tutto il pomeriggio è stato dedicato alle prove del mio nuovo gioiello: ho ripreso mosche, formiche, piantine, fiori, ragnatele, foglioline.. e poi sono arrivata alla frutta! :-)))

E’ questo il vero amore! Sono davvero pazza di lui!

..

Seguimi anche su

About Giulia

Rossa di Sera da 10 anni, innamorata della vita, appassionata di bollicine, adoro cucinare e mangiare. Il miglior museo è un mercato, il miglior regalo è un viaggio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *